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il presidente della codyeco a ruota libera sulla retrocessione

06-04-2006 - pisa
Presidente Renzo Rovini, è ancora convinto sulla regolarità tra Treviso e Padova che ha condannato la Codyeco all’A2?
«Sì. Non voglio dire che è stata venduta quella partita, non ho prove per una simile tesi, ma il risultato finale è che Padova ha vinto - e bene - e si è salvata. Il comportamento sportivo della Sisley, questo sì, è sconcertante: ha giocato a ranghi ridotti. Col dovuto rispetto Capra non è Cisolla. I campioni d’Europa che perdono contro una delle ultime dell’A1. Ecco: questa formula del campionato non è giusta».
Cosa ci vorrebbe?
«Occorre reintrodurre la formula dei playoff per la retrocessione per non avere queste beffe. L’ho detto anche in Lega.
Torniamo alle sue dichiarazioni sui giornali: ha parlato di combine, di truffa.
«Non ho detto questo, ci sono state forzature. Ho dichiarato che la Sisley Treviso è stata poco sportiva, ha tolto Vermiglio e Tencati, poi Cisolla e Papi. Per me è scarsa sportività».
Si parla con insistenza che avete chiesto un’indagine su Treviso-Padova alla Federazione e alla Lega.
«Non è vero. Mi auguro che la facciano loro, noi non l’abbiamo chiesta perché sono convinto che queste indagini lasciano il tempo che trovano. Non sarebbe male proporla, ma non sarà la Codyeco Lupi a innescare la richiesta».
Si è parlato della Snai, la società che regola le scommesse, che non ha fatto scommetterre sull’ultima gara dell’A1; la sua opinione.
«Se hanno deciso di soprassedere alle giocate, una ragione ci sarà stata. Dico solo che quando sono ipotizzabili situazioni anomale è facile fare previsioni. E di situazioni anomale si sono registrate».
Treviso si è detta dispiaciuta; sono lacrime di coccodrillo?
«È chiaro, gli piovono addosso critiche da tutte le parti. Già nel passato mi risulta che Treviso avesse fatto cose del genere, nei confronti di una squadra a vantaggio di un’altra società».
Al telefono ha parlato con Bruno Da Re direttore sportivo della Sisley. Colloquio arroventato.
«È vero, poi i toni si sono un po’ addolciti. Loro sostengono che non hanno voluto far vincere Padova. Ho parlato anche con la Lega pallavolo con il direttore generale Massimo Righi: il dialogo non è stato tenero».
Lei ha dichiarato che il volley non deve essere come il calcio; fosse così è bene staccare. Rovini lascia?
«A caldo la reazione è stata questa. Ma ci sto pensando anche ora: ho bisogno di riflettere. Non posso escludere nulla. Il volley non deve prendere il peggio dal calcio».
È già tempo di volley mercato: chi rimane e chi parte?
«Mi sembra tutto prematuro».
Ma si parla di un ritorno di Simone Tiberti, il regista della promozione in A1.
«Solo chiacchiere in un momento come questo».
Presidente Rovini in tempi non sospetti aveva evidenziato la sua avversità alle notizie su cessione dei diritti sportivi durante il corso del campionato.
«E lo confermo. Lo sport è diverso, non è giusto parlare di cessione dei diritti perché questi si acquisiscono sul campo. Roma che prende Latina per giocare l’A1, mah! Non si compra la categoria, non si può mercanteggiare in questo modo. Se Latina non aveva bilanci corretti, era giusto non farla nemmeno partire. I giocatori sono stati ingaggiati allo scoperto, qui mi viene davvero il sospetto. Ma anche altre squadre avevano problemi a quanto mi risulta».
La Codyeco potrebbe essere ripescata?
«Non penso e poi che in modo? Cerchiamo di essere seri».

Fonte: Franco Polidori

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