24 Settembre 2020
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cordoglio per la scomparsa di luciano contussi

24-11-2006 - pisa
E’ stato un “lupo” anche lui. Non uno di quelli della prim’ora ma, della seconda, senz’altro si. Ci ha lasciato stamani all’età di 60 anni andandosene in silenzio.
Lo abbiamo appreso intorno alle 13.
“E’ morta la Spia” – ci è stato detto e d’improvviso ci è mancato qualcosa.
Luciano Contussi, per i “Lupi” e per Santa Croce, era “La Spia”, diminutivo de “La Spia che mi amava”, titolo dei uno dei tanti film del primo Agente 007.
A Santa Croce, lo chiamavamo tutti così, bonariamente ed amichevolmente.
Luciano era una “Spia” nel senso buono del termine. Quel soprannome gli venne imposto nella seconda metà degli anni Settanta quando lui si stabilì a Romaiano (San Donato lo chiamino pure altri) con la famiglia, trasferendosi lì da Pontasserchio. Luciano Contussi era un arbitro di pallavolo, un conoscitore di questo sport, praticava l’ambiente della pallavolo a Pisa e da noi, alla Banti, era venuto ad arbitrare qualche volta. Quando Contussi tornò a Romaiano, la sera veniva così alla palestra Banti a vedere gli allenamenti dei “Lupi” allora sponsorizzati dalle Pelletterie Marianelli.
Si appoggiava al muro, non parlava con nessuno, stava lì per un po’ guardando gli allenamenti e poi se ne andava.
I giocatori e i tifosi come noi che andavano alla palestra, si chiedevano cosa ci facesse “quell’arbitro di Pisa”. Mi ricordo che Onofrio, al secolo Antonio Martini, con Aldo Grossi, Maurizio Lapi ed altri cominciò a dire:”Sarà una spia? Anzi è la spia. La spia che mi amava”. Anche Leo Ciardi ebbe dei dubbi e io gli dicevo: “E’ capace lo mandano da Pisa a vedè che si fa”.
E’ lì giù battute e risate in quantità.
Poi Luciano fece chiarezza e divenne sempre più uno di noi. Il presidente Gronchi lo inserì in società e così, dopo un po’ di tempo, Contussi divenne segretario subentrando così a Piero Conservi. Una presenza costante la sua, un uomo appassionato, dal fisico pesante , decisamente sovrappeso, gli immancabili occhiali, la voce dal tono forte, spesso deciso, gioviale e anche un po’ urlone, talora vittima di qualche scherzo ma non per questo permaloso. All’inizio degli anni Ottanta, Luciano era spesso in trasferta al nord e anche al sud Italia, nelle Puglie, esattamene a Squinzano. La prima promozione in A1 la visse da segretario con un entusiasmo particolare. La trasferta a Pescara resterà nella storia! Era molto legato allo sponsor Codyeco, a Donato Berini e Romano Costagli in particolare. Fra i dirigenti nazionali preferiva Aristo Isola su tutti. Era un compagnone e con lui si conversava sempre volentieri di “Lupi” e di pallavolo. Successivamente Luciano Contussi lasciò la società ed il ruolo di dirigente restando uno dei tanti tifosi.
Lavorava alla posta, aveva l’hobby della fotografia ed i suoi scatti avevano quali obiettivi preferiti il Carnevale Santacrocese ed il Tennis Club al Cerri.
L’anno scorso mi chiese un abbonamento per la A1 e il presidente Rovini mi disse di consegnarglielo direttamente a casa. Era molto contento e ringraziò di cuore la società. Quando poteva, specialmente nei mesi caldi, faceva un salto al palasport. Recentemente non lo avevamo più incontrato.
Stamani abbiamo appreso della sua scomparsa. Ci ha lasciato un altro “lupo” a pochi giorni da una nuova edizione del “Torneo di Giancarlino”, quando sarà ricordato anche Vittorio Menicagli, altro vecchio cuore biancorosso e un pensiero lo dedicheremo anche a “Lucianone”, al nostro “Dottor Bogame”, a lui che tanto somigliava, negli anni Ottanta, a Romeo Anconetani presidentisasimo del Pisa.
Ciao “grande Spia”, gli amici dei “Lupi” ti ricorderanno sempre con affetto.

Marco Lepri


Nella foto del dicembre 1989 con la Codyeco Lupi vittoriosa sul Gioia del Colle, Luciano Contussi (al centro fra il russo Tchernichov e Donato Berini) esulta sotto il bandierone biancorosso.

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